Bozza di programma per coalizione progressista 2024

Premessa

In queste settimane ci siamo impegnati senza sosta per cercare un’ampia convergenza su un progetto di cambiamento per Firenze. Fino ad oggi, 21 aprile, nessuna lista o coalizione ha reso pubblica una bozza dettagliata di programma. Lo facciamo noi per primi, per trasparenza e per aiutare il confronto in questi ultimi giorni disponibili.

Su questa bozza di programma avremmo voluto un confronto fondato su contenuti condivisi per costituire una grande colazione progressista. Firenze Democratica ci aveva immediatamente comunicato il suo consenso di massima a questa bozza, mentre ancora oggi Sinistra Progetto Comune ha confermato l’indisponibilità ad esaminarla nel merito, se questo vuol dire aprire le porte anche a Firenze democratica. Tutto ciò ha impedito la nascita di una coalizione ampia, capace davvero di incidere. Se il Movimento 5 Stelle non risponderà nei prossimi giorni, ne trarremo le conseguenze. Se questa bozza si legge insieme al discorso di Tomaso Montanari al Puccini, e ai dieci punti già su questo sito, emerge un progetto per Firenze che crediamo largamente condiviso.
Un progetto di cambiamento nella direzione della Costituzione. Sarebbe davvero un peccato lasciarlo sulla carta.

Bozza di programma per coalizione progressista 2024

DIRITTO ALL’ABITARE

1) favorire e finanziare un piano speciale di Edilizia Residenziale Pubblica che metta disposizione almeno 5.000 alloggi nei
prossimi 5 anni.

  • censire gli immobili sfitti e inutilizzati
  • recuperare edifici da destinare a ERP, con immediato blocco delle vendite e svendite del patrimonio immobiliare pubblico e demaniale dismesso
  • prevedere finanziamenti straordinari ad hoc per la sistemazione degli “alloggi di risulta” (vuoti in attesa di manutenzione) e l’immediata assegnazione degli appartamenti
  • snellire le procedure per azioni di autorecupero del patrimonio Erp che permetterebbero all’affittuario di svolgere operazioni di piccola manutenzione da compensare poi con il canone mensile
  • programma straordinario di acquisto a prezzi di costruzione di appartamenti vuoti

2) prevedere nuovi strumenti di finanza sociale a servizio di un piano speciale ERP

3) potenziare gli strumenti di sostegno alla cittadinanza come il finanziamento del contributo affitto (fino ad esaurimento liste); l’utilizzo del canone calmierato nella trattativa con i proprietari di immobili privati; il meccanismo del Comune Garante

4) istituire e facilitare la creazione di fondi di garanzia sostenuti sia dal pubblico sia da privati cittadini, sul modello inaugurato dalla comunità de Le Piagge  

5) orientare su obiettivi sociali la rigenerazione urbana, ossia la trasformazione d’uso degli edifici dismessi (operazione finora guidata dall’obiettivo della privatizzazione del patrimonio) a partire da quartieri ERP ricavabili da ex caserme, ospedali, tribunali o altre aree dismesse a loro volta parte della rete di connessione con l’ecosistema centrato sul parco agroecologico della piana.

 

PER UN’URBANISTICA PARTECIPATA E DI GENERE, OLTRE
L’OVERTURISM
[“questa città non è un albergo”]

1) Intervenire sul POC riconducendo i cambiamenti di destinazione d’uso da direzionale pubblico a privato per immobili con superficie superiore ai 2.000 mq alla ordinaria approvazione di variante urbanistica (con specifica deliberazione del Consiglio comunale)

2) modificare la disciplina comunale in senso restrittivo abolendo la norma che favorisce gli studentati di lusso permettendogli di svolgere anche attività alberghiera per un periodo extra, che si aggiunge alla quota del 49% di attività alberghiera resa possibile dalla normativa nazionale.

3) eliminare le norme del POC acchiappa fondi speculativi (norme su frazionamento e bagni a fini ricettivo turistici)

4) applicare e inasprire la normativa su esercizi pubblica somministrazione (mq, servizi pubblici, cappe aspiranti) in modo da contrastare il “mangificio”

5) Chiudere il portale Invest in Florence

6) Impiegare i vigili urbani

  • per individuare e impedire la trasformazione di garage e bassi in camere
  • per controllare gli annunci su piattaforme come Airbnb e i relativi appartamenti
  • per verificare frazionamenti, bagni etc

7) farsi promotori presso il parlamento nazionale e il consiglio regionale di norme “universalistiche” per limitare fenomeno Airbnb sull’esempio di New York, Parigi o Berlino (ad esempio un limite quantitativo all’affitto breve di appartamenti da parte di uno stesso proprietario)

8) Un’altra idea di centro storico:

Riportare nel centro

  • popolazione stabile e servizi necessari (a partire dalle scuole)
  • attività artigianali
  • centri di ricerca legati alla produzione (ad es. in contenitori dismessi)
  • un centro di produzione artistica in Ognissanti-San Giovanni di Dio

9) Pianificare la città per rispondere alle esigenze di tutte le persone che la abitano, tenendo conto del genere, dell’età, delle condizioni economico-sociali (ad esempio scale, marciapiedi sconnessi, tornelli etc senza che ascensori o alternative, rendono i movimenti difficili chi si muove con passeggini, carrozzine, sedie a rotelle  etc., e le strade buie, o scarsamente illuminate, riducono la libertà di movimento, soprattutto per le donne)

10) proposte puntuali:

  • Blocco trasformazione area ex OGR e riprogettazione Pistoiese Rosselli
  • Intervento di tutela su immobili storici destinati a
    Ricettivo di lusso/Studentati: Ex Caserma Ferrucci S. Spirito, ex Conventi S.
    Gaggio, San Giovanni di Dio, S. Bartolomeo a Monteoliveto, Villa
    dell’Ombrellino, Costa San Giorgio-ospedale Militare

 

LAVORO STABILE SICURO E DIGNITOSO

1) reinternalizzazione dei servizi e delle funzioni esternalizzate e affidate al mercato, dalla scuola dell’infanzia, alle attività culturali, alle mense etc

2) abolizione del precariato e stabilizzazione dei rapporti di lavoro all’interno dell’amministrazione comunale e delle partecipate

3) gare di appalto non tramite offerta al massimo ribasso ma tramite offerta economicamente più vantaggiosa, con percentuali tra offerta tecnica ed economica ben differenziate e mirate al tipo di servizio richiesto

4) azioni a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici in regime di appalto mediante parificazione delle retribuzioni dei/delle dipendenti in appalto con quelle dei/delle dipendenti pubblici; riconoscimento dell’anzianità di servizio ai fini economici e normativi; garanzia della stessa quantità di ore di lavoro settimanali e della qualifica nel caso di cambio di appalto; garanzia nel caso di cambio di appalto di non vedere abbassata la retribuzione a parità di lavoro

5) incentivi premianti per le aziende che sottoscrivono accordi sindacali finalizzati a disapplicare la normativa prevista nella legge 23/2015 in materia di licenziamento (Jobs Act) e conseguentemente ad applicare ai lavoratori e alle lavoratrici le precedenti tutele previste dall’art. 18 l. 300/1970

6) introduzione di un “salario minimo cittadino” in tutti i rapporti di lavoro a 10 euro l’ora, previsione di penalizzazioni e decadenze per chi non rispetta una soglia di retribuzione che garantisca un’esistenza libera e dignitosa.

7) controlli costanti rispetto al lavoro nero e irregolare

ECONOMIA OLTRE IL TURISMO

– progettare uno sviluppo economico della città che abbia al centro l’economia circolare e la transizione ecologica nel settore manifatturiero, industriale e artigianale, creando sinergie con l’Università di Firenze e con i centri di formazione locali

– favorire e sostenere innovativi progetti di reindustrializzazione dal basso ecologicamente orientati come quello elaborato dagli ex lavoratori della GKN nella piana metropolitana

– incentivare le persone giovani a rimanere nel territorio per vivere e lavorare

– sostenere i mercati contadini e forme di commercio diffuso sul territorio e sostenuto dal comune con politiche specifiche volte a favorire l’apertura di nuove botteghe a servizio del quartiere, con più qualità, prodotti a chilometro zero e di artigianato locale

– prevedere la possibile assegnazione a condizioni molto vantaggiose di fondi pubblici inutilizzati da destinare ad attività artigianali o commerciali sulla base della previa individuazione delle funzioni maggiormente utili

 

RIPUBBLICIZZAZIONE DEI SERVIZI E DEMERCIFICAZIONE

1) In alternativa alla così detta Multiutility, Firenze promuova la ripubblcizzazione delle società di gestione dei servizi essenziali attraverso un nuovo modello pubblico e democraticamente partecipato, nel pieno rispetto del referendum del 2011 e seguendo l’esempio virtuoso di Parigi

2) riportare panchine, bagni e fontane pubbliche nelle diverse aree della città

TRASPORTO PUBBLICO GRATUITO E BICICLETTE

1) Firenze promuova una rivoluzione nel trasporto pubblico, partendo dall’incentivazione degli abbonamenti agevolati per i residenti fino a renderlo
progressivamente gratuito, iniziando dalle categorie in condizione di maggior bisogno

2) investire sulla mobilità dolce e su nuove piste ciclabili e realizzare una via ciclopedonale dei parchi che unisca in un “sistema dei parchi” le principali aree verdi di Firenze

3) integrare maggiormente l’attuale sistema tranviario con gli altri sistemi di mobilità, passando ove possibile al sistema senza pali; prevedere parcheggi scambiatori gratuiti esterni sulle varie linee

4) promozione di un accordo con FS e Regione Toscana per l’implementazione di corse nelle stazioni fiorentine “minori” e per lo sviluppo di un servizio di metropolitana ferroviaria di superficie sulle linee esistenti (fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano)

5) ripristinare e incrementare le linee bus notturne, a partire dai fine settimana

6) revisione del piano della mobilità pubblica integrata (analizzando anche i flussi di domanda non radiale, per rispondere alla richiesta di spostamento periferico senza costringere le persone a giungere in centro e poi dal centro a spostarsi verso le zone periferiche)

7) limitare gli orari della movimentazione e sosta dei tanti mezzi (Ncc, pulmini degli alberghi) che affollano le ZTL al servizio esclusivo di turisti e servizi turistici

SICUREZZA

1) Contrasto alla povertà attraverso il potenziamento delle misure di welfare e dei servizi sul territorio e strategie di “inclusione” nei diversi quartieri, a partire dalle periferie 

2) impiegare i vigili urbani nel controllo della sicurezza nei cantieri – a sostegno del lavoro dei Dipartimenti prevenzione e sicurezza della ASL -, oltre che nel contrasto del lavoro nero nei pubblici esercizi

3) rafforzare il servizio di trasporto pubblico anche notturno per garantire spostamenti in tutta sicurezza sia di giorno sia di notte

FIRENZE VERDE E AMICA DEL CLIMA

1) sviluppare il parco agroecologico della piana come ecosistema che connette le aree inedificate con le città e come primo passo verso un piano strategico metropolitano Firenze-Prato-Pistoia

2)  progettare una città “spugna” con corridoi ecologici e superfici drenanti per mitigare il clima e rafforzare nuove connessioni sostenibili

3)  incrementare spazi verdi e giardini in tutti i quartieri, a partire dall’area dell’
Esselunga di via Mariti

4) adozione della strategia “rifiuti zero” e della raccolta porta a porta con tariffazione puntuale; realizzazione di un impianto di compostaggio in aree rurali e vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori; realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali da reinserire nella filiera produttiva; realizzazione di centri per la riparazione e il riuso

5) immediato rispetto delle prescrizioni relative all’aeroporto fiorentino (prescrizioni contenute nel provvedimento di VIA n. 0676/2003 e della commissione VAS, parere n. 56/2023) a particolare tutela della popolazione sorvolata e per garantire il pieno sviluppo del parco agroecologico e dell’attività del Polo scientifico universitario; contestuale rafforzamento e velocizzazione dei collegamenti ferroviari verso l’aeroporto di Pisa

6) revisione e ridimensionamento del progetto TAV e previsione di un nuovo tracciato di superficie

7) spazi pubblici urbani esistenti da riprogettare in chiave ecologica (dotazioni di suolo permeabile, coperture con pannelli fotovoltaici etc)

8) favorire la costituzione di “comunità energetiche” e di sistemi di produzione locale di energia attraverso la generazione congiunta di calore ed elettricità, in particolare per i grandi consumatori di energia

9) realizzare un piano di distribuzione delle merci attraverso l’esclusivo uso di mezzi elettrici nel centro storico

CULTURA COME LIBERAZIONE DEL CENTRO E DELLE PERIFERIE

1) recuperare spazi pubblici inutilizzati da mettere a disposizione delle associazioni culturali che fanno arte, teatro, cinema e musica. Sostenere e connettere le giovani realtà artistiche che operano sul territorio e attivare un necessario ricambio generazionale di artisti e pubblico.

Creare e valorizzare presidi culturali diffusi in dialogo e in connessione con il territorio.  

2) svuotare i musei civici di “eventi” e riempirli di studenti e di cittadini attraverso una programmazione adeguata e un abbonamento gratuito annuale per tutte le persone residenti a Firenze (è possibile sperimentare una forma di incentivazione per cui l’abbonamento potrà essere rinnovato gratuitamente se nel corso dell’anno precedente si entra almeno tre volte in un museo del sistema; altrimenti si rinnova ma al costo complessivo di 25 €)

3) studiare la realizzazione di uno spazio museale civico nella zona delle Piagge che possa ad esempio esporre le opere provenienti dai depositi degli Uffizi e che non trovano spazio espositivo

4) finanziare mostre diffuse di produzione contemporanea locale

5) programmare eventi ed installazioni nelle periferie e organizzare un concorso internazionale di writers  

6) incentivare cooperative di guide solo se realizzano percorsi  alternativi e diffusi oltre la zona Unesco (i cosiddetti musei minori d’arte e di scienze, installazioni di arte contemporanea etc)

FIRENZE OPERATRICE DI PACE

1) Firenze promotrice di una nuova diplomazia delle città per la pace e di iniziative quali gli “Incontri del Mediterraneo” – sull’esempio di quelli organizzati da La Pira negli anni ‘50 – per promuovere la cooperazione, il dialogo e la pace tra i popoli che si affacciano sul Mediterraneo.

2)  istituire un Forum permanente per la pace

3) attivare, insieme ai Consigli di Quartiere, gemellaggi, scambi culturali, forme di cooperazione internazionale con le città di altri Paesi, in particolare con quelle dei Paesi da cui provengono i/le migranti.

4) ospitare e costituire a Firenze, con il sostegno del Comune, un Corso interuniversitario internazionale per la pace e la soluzione nonviolenta dei conflitti, anziché nuove strutture e comandi militari

4) promuovere la campagna per il disarmo globale facendo pressione su Governo e Parlamento affinché l’Italia sottoscriva il Trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari

FIRENZE ACCOGLIENTE E MULTICULTURALE

1) riaprire l’Ufficio comunale per i migranti e le migranti, come punto di riferimento per le loro realtà associative, che fornisca informazioni e consulenze per l’accesso ai servizi, alla casa, all’istruzione, e aiuti nell’opera di contrasto delle discriminazioni

2) istituire la Consulta per l’immigrazione, composta da rappresentanti delle realtà associative dei/delle migranti e dei soggetti impegnati in attività solidali e di tutela dei diritti, e riattivare il Consiglio degli Stranieri e delle Straniere – eletto dai e dalle migranti residenti a Firenze e privi della cittadinanza italiana –, cui venga attribuito il compito di discutere e di pronunciarsi su tutti gli atti
all’ordine del giorno del Consiglio Comunale

3) promozione di progetti di formazione specifica per i /le richiedenti asilo

4) nessun CPR sul territorio fiorentino

FIRENZE PER TUTTE E TUTTI

1) programmare un piano straordinario di edilizia scolastica pubblica con realizzazione di nuovi spazi educativinidi, scuole dell’infanzia e ludoteche
pubbliche

2) potenziare le strutture per anziane/i, sia i centri diurni, di competenza comunale, che le residenze stabili, di competenza delle ASL, su cui anche il Comune ha un potere di indirizzo

3) in rapporto con le ASL, il Comune si adoperi per il potenziamento dei Consultori 

4) il Comune contribuisca, anche finanziariamente, allo sviluppo dei centri antiviolenza e alla realizzazione di iniziative nelle scuole volte alla lotta contro gli stereotipi e alla valorizzazione delle differenze

5) il Consiglio comunale valuti di costituirsi parte civile nei processi affinché le vittime di violenza di genere non restino sole

6) implementare, accelerare e finanziare adeguatamente il piano di abbattimento delle barriere architettoniche

7) introdurre di una figura di sostegno alle famiglie delle persone con disabilità,
troppo spesso lasciate sole, per rispondere adeguatamente ai bisogni di vita e
facilitare l’educazione e l’informazione sui corretti percorsi di salute

8) informare sui percorsi socio-sanitari e semplificare i percorsi amministrativi per l’erogazione dei sussidi, delle cure e altri
servizi

FIRENZE ARCOBALENO

– istituire un “Tavolo Arcobaleno” inclusivo, con un programma condiviso di lungo termine, partecipato da associazioni e soggetti che si occupano del tema e operano nel territorio  comunale, ricostruendo una collaborazione con l’assessorato alle Pari opportunità per promuovere un calendario di iniziative coordinate (formative, ludiche ed educative) mettendo a disposizione spazi, competenze e, dove possibile, fondi

– prevedere un programma di formazione e informazione contro le discriminazioni rivolto al personale delle scuole aderenti, agli studenti e studentesse; programma da estendere anche al personale comunale compreso il corpo di Polizia Municipale

– nessuno spazio istituzionale concesso ad iniziative di organizzazioni omotransfobiche o che promuovano qualsiasi tipo di discriminazione

– adesione del Comune al Toscana Pride, concedendo il patrocinio e partecipando alla manifestazione con il Gonfalone della città

FIRENZE DEMOCRATICA, LAICA E ANTIFASCISTA

1) garantire nuovi spazi di partecipazione che permettano il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine al governo della città e della sua economia, come ad esempio il “bilancio partecipativo”, cui associare altri strumenti utili per socializzare l’azione di governo come il bilancio di genere e il bilancio sociale

2) vincolare a processi partecipativi le scelte sul cambio di destinazione d’uso degli edifici pubblici

3) modificare i regolamenti comunali dando maggiori poteri attuativi ai Quartieri

4) garantire piena operatività e facilità di accesso alla banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)

5) adottare un provvedimento che cambi i nomi a tutte le strade e le piazze intitolate a gerarchi, volontari, figure legate al fascismo e per rimuovere le lapidi che li ricordano

6) prevedere una toponomastica che riconosca le tante donne che hanno dato contributi notevoli alla storia della nostra città (Anna Maria Enriques Agnoletti, Teresa Mattei, Bianca Bianchi, Margherita Hack, Loretta Montemaggi, Eva Buiatti, Carla Lonzi e tante altre)

7) promuovere un progetto di arte di strada sui temi della Resistenza e dell’antifascismo

8) contribuire alla realizzazione a Firenze di un Museo della Resistenza, secondo quanto a suo tempo proposto dall’ANPI

FIRENZE CONTRO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA 

1) adesione del Comune di Firenze ad “Avviso Pubblico– Enti Locali e Regioni contro le Mafie” e alla così detta carta di Pisa

2) istituire una Consulta comunale per il contrasto alla criminalità organizzata e alla sua penetrazione nel tessuto cittadino, la quale, attraverso attività consultive, conoscitive e propositive sostenga e favorisca politiche territoriali finalizzate alla prevenzione del crimine organizzato e della corruzione

3) formare annualmente i dipendenti pubblici e gli amministratori in materia di anticorruzione e trasparenza, così come previsto dalla Legge 190/2012 e
dall’ANAC

4) contribuire al monitoraggio delle operazioni pubbliche e alla prevenzione delle infiltrazioni criminali, attraverso tavoli di coordinamento con forze sociali e associazioni, la condivisione di banche dati, l’attivazione di protocolli di formazione con UIF (Unità informazioni finanziarie di Banca d’Italia) a partire dall’individuazione degli elementi che determinano la scelta delle mafie di infiltrarsi nell’economia legale del territorio.

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